Estate anomala per la politica siciliana: tutti al lavoro per le elezioni autunnali

scritto da Antonio Giordano - Pubblicato il
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Una estate anomala per la politica siciliana, quella del 2012. Di solito generale Agosto chiudeva i battenti dei palazzi del potere per riaprirli, con comodo, a metà settembre. E sui giornali regionali era immancabile il pezzo sulle vacanze dei politici sempre prodighi di buone idee per la ripresa estiva.

 

Questo anno, invece, Agosto sarà ricordato come il mese caratterizzato dalla ricerca dei candidati alle prossime elezioni regionali del 28 ottobre. Una campagna elettorale che inizia in piena estate e che sta mettendo a dura prova i nervi delle segreterie dei partiti. A destra come a sinistra.

 

La situazione di partenza è già difficile. Dal punto di vista economico con gli indicatori che segnano il segno meno in tantissimi settori. A questo si affiancano le numerose vertenze lavorativa (Ex Fiat di Termini Imerese, Wind Jet e Cesame per restare alle più recenti).

 

Politicamente, poi il governo guidato da Raffaele Lombardo (Mpa) ha prodotto mille divisioni all’interno degli schieramenti. Il Foglio ha contato cinque correnti interne al Pd mentre il Pdl, secondo il quotidiano di Ferrara, avrebbe più segretari che elettori in questo momento. Da qui la richiesta, una boutade ma che serve a fare capire il clima, al Cavaliere di scendere in campo direttamente per candidarsi a Palazzo d’Orléans.

 

E’ duro, quindi trovare una sintesi.

 

A sinistra i candidati, al momento, sono due. Si tratta di Claudio Fava (Sel) e di Rosario Crocetta, eurodeputato del Pd che ha ottenuto il via libera dalla segreteria regionale del partito. Una scelta che, però, ha causato non pochi malumori all’interno del partito democratico. Sopratutto per le accuse mosse a Crocetta di “troppa vicinanza” all’ex governatore Lombardo.

 

Fava, invece, si propone come candidato di rottura rispetto alla precedente legislatura che ha visto i democratici appoggiare l’esecutivo regionale. Con Crocetta, ex Pdci, ex sindaco di Gela e omosessuale dichiarato, si è schierato lo scudocriciato dell’’Udc che in Sicilia è guidato da Giampiero D’Alia. “Mai più con Lombardo”, ha tuonato nei giorni scorsi il senatore messinese.

 

Ancora più difficile, forse, la situazione del centrodestra. Già avanzata la candidatura di Gianfranco Micciché, ex Pdl e fondatore di Grande Sud pronto a “derattizzare la burocrazia”.  Sul suo nome ci sarebbe il placet di Silvio Berlusconi. Ma anche in questo caso non mancano i malumori. Sopratutto tra i suoi ex compagni di partito come il coordinatore regionale del Pdl, Giuseppe Castiglione, secondo alcuni non proprio entusiasta del nome di Micciché.

 

Dalle fila del Pdl viene anche il ragusano Innocenzo Leontini che ha deciso di avanzare la propria candidatura sostenuto dal Pid, il partito guidato da Saverio Romano. Pdl è anche Francesco Cascio, presidente della Assemblea regionale, che sarebbe al lavoro ad una coalizione quanto più ampia possibile. A destra c’è anche il polo formato da Fli e dagli autonomisti dell’Mpa (il nucleo forte che ha sostenuto il governo Lombardo) ma che ancora non ha espresso un candidato.

 

E sullo sfondo il partito dei preti e quello dei forconi che aggiungono l’immancabile tocco da “corda pazza” a questa consultazione elettorale.

 

Mentre il Movimento 5 stelle ha un proprio candidato, Giancarlo Cancellieri, geometra nisseno di 37 anni che ha già lanciato il primo punto del proprio programma: compenso dei deputati fisso a 2.500 euro. Un bel salto indietro rispetto ai 17 mila attuali.

Di sicuro sarà una campagna elettorale in cui sarà difficile promettere mari e monti. L’amministrazione, infatti, è impegnata in una revisione della spesa dettata da Palazzo Chigi e nella trattativa sul federalismo fiscale. Ed il punto di partenza del nuovo esecutivo potrebbe essere un piano di responsabilità stabilito con l’amministrazione centrale che serva a contenere le spese ma anche a riconoscere le prerogative dello Statuto siciliano.

Uno squer

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