Futuro incerto per le piccole realtà museali della capitale

scritto da Giulia Fontani - Pubblicato il | Aggiornato il 11 dic 2012 20:48
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La crisi, lo sappiamo c’è e colpisce duramente anche il mondo dei beni culturali. Ma arrivare a pensare che siano a rischio le aperure di spazi espositivi come quello delle Mura Aureliane e di Villa Massenzio è veramente dura. Già su laRepubblica è stato scritto che la diminuzione di pubblico dei due siti ha portato alla chiusura dello spazio delle Mura Aureliane (visitabile solo su prenotazione) e all’apertura di Villa Massenzio solo nel weekend.

 

I musei che hanno avuto in un anno meno di 20.000 visitatori subiranno dunque delle variazioni di orario, come il Museo Bilotti, Canonica, Museo Barracco e il Museo Napoleonico. Durante l’incontro tenutosi giovedì fra Zetema (Società partecipata al 100% dal Comune di Roma che si occupa del progetto cultura) e la Soprintendenza ai beni culturali, Zetema avrebbe motivato queste decisioni in seguito ad un calo di visitatori e per contenere i costi dati i tagli agli stanziamenti.

 

Tempestiva la risposta dell’Assessore Dino Gasperini, che ha dichiarato il giorno stesso l’importanza delle nuove aperture fra cui la Pelanda a Testaccio, la Galleria d’Arte Moderna di via Crispi e la Casa Museo Alberto Moravia. Inoltre l’assessore ha sottolineato come l’aumento dei musei abbia portato ad un incremento di pubblico pari al 25% negli ultimi 4 anni e in merito alle chiusure e alle riduzioni di orario “Il Museo delle Mura proseguira’ l’apertura, stessa cosa per Villa di Massenzio, che vedra’ anche un’implementazione di orario nel fine settimana aumentando l’orario di apertura da 5 a 6 ore, con una migliore razionalizzazione dei flussi turistici che caratterizzano l’Appia Antica…per quanto mi riguarda non esiste alcuna ipotesi di chiusura”.

 

Ora spetterà capire il reale destino di queste piccole, ma importantissime realtà capitoline.

 

 

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