Golf: Ernie Els si aggiudica un incredibile Open Championship. Ma Tiger c’è

scritto da Emanuel Richelmy - Pubblicato il
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Ieri sul difficile percorso inglese del Lytham St Annes, nel Lancashire, è andato di scena l’epilogo di uno dei più incredibili Open Championship, uno dei quattro major del golf internazionale, nonché il più ricco di storia, con le suoi 141 edizioni alle spalle.

 
Un torneo che si è deciso nelle ultime buche, con da una parte il 42enne veterano sudafricano Ernie Els  – già tre major vinti in carriera, tra cui proprio un Open Championship (o British Open, fa lo stesso) conquistato nel 2002 – autore di una grande rimonta, e dall’altra il giovane e rampante australiano Adam Scott, che dopo aver affrontato l’ultimo giro in testa con un buon margine sugli avversari, è crollato proprio sul più bello, regalando il titolo (per lui sarebbe stato il primo major) a un raggiante e altrettanto sorpreso Els (Francesco Molinari, unico italiano in gara, ha chiuso al 39mo posto).

 
La notizia però non si limita solo al ritorno del vecchio campione e alla contemporanea evaporazione del giovane talento, che avrà bisogno di un po’ di tempo per metabolizzare una sconfitta del genere. La notizia è il terzo posto, pari merito con il connazionale Brandt Snedeker, conquistato da Tiger Woods, che pur giocando male per i suoi (elevati) standard, soprattutto a livello di strategia, sembra essere definitivamente uscito dal tunnel in cui era entrato un paio di anni fa, complici un paio di infortuni e soprattutto le ben note vicissitudini familiari.

 
Grazie a questo risultato, infatti, Tiger è risalito fino al secondo posto della World Ranking, la classifica mondiale capeggiata dall’inglese Luc Donald, e di questo passo (sono già tre i tornei vinti nel tour americano quest’anno), la riconquista della vetta non è così lontana.

 

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