La maledizione di Cinecittà

scritto da Giulia Fontani - Pubblicato il
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Sembra essere una maledizione quella che pare aver colpito Cinecittà negli ultimi giorni. Prima l’occupazione degli studios da parte dei dipendenti, poi due giorni fa le fiamme che hanno avvolto lo storico Studio 5.

 

Tutto è iniziato il 4 luglio scorso, quando alcuni lavoratori di Cinecittà hanno dichiarato l’occupazione e lo sciopero (anche della fame) contro il piano di dismissione industriale, che prevede la costruzione di alberghi, parcheggi e beauty farm.

 

Questa trasformazione porterebbe infatti ad un allontamento e ad una disgregazione delle maestranze di Cinecittà, che perderebbe così quell’unità del nucleo produttivo che l’ha resa celebre in tutto il mondo.

 

I dipendenti, insieme all’appoggio di alcuni esponenti di Cgil, Cisl, Uil e Uilcom vogliono chiedere al Ministero dei Beni Culturali, che detiene il 20% delle azioni di Cinecittà Studios e al ministero dell’Economia, che possiede invece il 100% dei terreni e dei teatri, un aiuto per evitare lo smembramento degli studi, la cementificazione degli spazi e la perdita di quel lustro che da anni circonda Cinecittà.

 

Anche molti attori e registi si sono dimostrati sensibili sull’argomento, come Pupi Avati, che chiede una tavola rotonda per “individuare una strategia che renda finalmente ‘convenienti’ per il cinema e la fiction italiane ritornare a Cinecittà”.

 

All’appello di Avati era preceduto quelli di Carlo Verdone, che ha parlato dell’importanza di fatti concreti, oltre a firme ed appelli, per “salvaguardare un complesso importante, storico…si dovranno fare accordi a livello internazionale per garantire i livelli occupazionali, soprattutto per rilanciare quelle lavorazioni che a Cinecittà rappresentano una risorsa mondiale”.

 

A tutto ciò si è unito l’incendio che è divampato mercoledì notte gli edifici dello storico Studio 5, di cui ancora non si conoscono le cause. Si è trattato di un incidente che non ha coinvolto grandi spazi, ma solo “una piccola parte di una scenografia dismessa”, ha dichiarato Roberto Cicutto, AD di Istituto Luce Cinecittà.

 

Insomma ci auguriamo che Cinecittà torni a splendere presto come ai tempi di Ben Hur o a quelli più recenti di Gang of New York

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