Venticinque anni di Dirty Dancing
“Pensavo che nessuno lo avrebbe visto”, The Hollywood Reporter intervista Jennifer Grey nell’anniversario dell’uscita del film.
“La danza come una metafora dell’amore e dell’innamoramento.”
Il 21 agosto 1987, nei cinema degli Stati Uniti, girava per la prima volta la pellicola che avrebbe fatto sospirare e sognare un’intera generazione di aspiranti Baby. E costretto molti maschietti a cimentarsi in difficilissimi movimenti pelvici e passi di danza per reggere l’inevitabile confronto con il maestro di ballo interpretato da Patrick Swaize.
Nel venticinquesimo anniversario della sua uscita, Dirty Dancing viene ricordato dalla co-protagonista, Jennifer Grey, in un’intervista al sito The Hollywood Reporter.
L’interprete di Baby – difficilmente riconoscibile da allora – ricorda la musica come la parte migliore di questo film, benché riconosca che ci siano tante altre ottime parti. Tra queste proprio Patrick Swaize – scomparso nel 2009 per un tumore al pancreas. Jennifer Grey ne ricorda la mascolinità, il suo essere un ragazzo di strada e al tempo stesso un grande ballerino. Il suo mix di machismo e tenerezza.
La pellicola, che arrivò nelle sale italiane nel Novembre dello stesso anno, incassò quasi 214milioni di dollari e ne aveva richiesti appena 6 milioni per la realizzazione.
Il sito Movihole raccoglie alcune curiosità sul film. Ad esempio la linea autobiografica scelta dalla sceneggiatrice, Eleanor Bergstein – anche lei figlia di un dottore, con l’abitudine di passare le vacanze a Catskills e soprannominata Baby fino all’età di 22 anni. O il fatto che inizialmente si fosse pensato a Sarah Jessica Parker per il ruolo di Baby.






