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Simboli portafortuna: origini, significato e tradizioni

La fortuna è un concetto antico quanto l’uomo, in ogni epoca e cultura sono comparsi oggetti, segni o gesti pensati per proteggere, favorire un risultato o placare l’incertezza del futuro. I simboli portafortuna nascono dall’esigenza di dare un nome a ciò che non si può controllare e creare un rituale che aiuti a sopportarlo.
Per questo la storia dei portafortuna è anche una storia del modo in cui le società hanno interpretato il caso, il pericolo e il cambiamento.

Simboli portafortuna in Europa, Mediterraneo e Medio Oriente

In Europa i portafortuna si sono formati soprattutto tra Medioevo e Rinascimento. Il ferro di cavallo veniva appeso sopra le porte per proteggere la casa e gli animali domestici. Il metallo era associato alla resistenza e alla purezza, e per molto tempo fu considerato una barriera contro fenomeni che non si riuscivano a spiegare. Il quadrifoglio appartiene invece a un’idea più recente legato alla sua rarità che lo ha reso metafora della fortuna improvvisa. Trovare un quadrifoglio in un prato è un evento poco frequente, quindi è stato interpretato come segnale favorevole.
Nell’Europa mediterranea sono sopravvissuti simboli apotropaici, collegati alla protezione contro l’invidia e gli sguardi malevoli. Il corno rosso, diffuso soprattutto nel Sud Italia, conserva una struttura simbolica molto antica associata alla vitalità. L’oggetto non è utilizzato per attrarre ricchezza ma per preservare equilibrio e integrità.
Spostandosi verso Grecia, Turchia e Medio Oriente, si incontrano simboli legati alla difesa dal “malocchio”. L’occhio Nazar è il più diffuso, si tratta di un disco blu con un occhio stilizzato che viene appeso agli ingressi, fissato nelle automobili o indossato. Si pensa che lo sguardo possa avere un effetto negativo, intenzionale o non intenzionale, e che l’occhio amuleto lo intercetti e lo neutralizzi. Un altro simbolo rilevante è la Mano di Fatima (Hamsa), presente sia nel mondo islamico sia in quello ebraico. Non indica soltanto fortuna, ma armonia domestica, protezione della famiglia e fecondità.
In queste regioni la fortuna è interpretata come un equilibrio tra forze. La presenza degli amuleti ha una funzione regolatrice, più che superstiziosa. Le case, i negozi e i luoghi di lavoro ne conservano l’uso come parte del linguaggio culturale quotidiano.

Simboli portafortuna in Asia, Africa e Americhe

In Asia orientale la fortuna è collegata alla prosperità economica, alla continuità familiare e all’armonia. In Cina circolano le monete con foro quadrato, legate con cordoncino rosso, donate durante aperture commerciali o capodanno. Il colore rosso è propiziatorio, mentre la forma delle monete unisce cielo (tondo) e terra (quadrato). In Giappone il Maneki Neko, il gatto con la zampa sollevata, è esposto nelle attività commerciali per richiamare clientela e buon andamento economico. In India prevale una visione legata ai cicli vitali: alcuni simboli proteggono la casa e i membri della famiglia, altri favoriscono rinnovamento e crescita.
In molte aree dell’Africa occidentale, i portafortuna sono connessi agli antenati e alla continuità genealogica. Figure in legno, pietre intagliate, erbe e sacchetti votivi proteggono durante i viaggi o le transizioni di vita.
Nelle Americhe, le tradizioni indigene si sono intrecciate con quelle cattoliche e con le eredità africane. In Messico e in altre zone dell’America Latina si trovano amuleti che mescolano santi, candele, colori rituali e simboli animali.

Negli Stati Uniti del Sud, alcune pratiche afroamericane hanno conservato l’uso di talismani per la protezione, il viaggio e la buona sorte.
Nonostante le differenze, i simboli portafortuna operano sempre come dispositivi culturali, rappresentano auspicio, regolano l’incertezza e offrono un linguaggio condiviso per esprimere speranza.

Significato dei simboli portafortuna più diffusi

Una breve panoramica che riassume il significato dei simboli più utilizzati al mondo come portafortuna:

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