In tribunale Greenpeace vince la battaglia per #EnelClimaKiller

scritto da Gerardo Gorga - Pubblicato il
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Il ricorso presentato da Enel contro la campagna di Greenpeace “Facciamo luce su Enel” è stato respinto dal tribunale di Roma. Secondo il giudice la campagna è commisurata ai dati riportati dall’associazione ambientalista.

Per il magistrato quindi “Il nucleo essenziale della notizia riportata da Greenpeace è dunque conforme a verità”

La sezione italiana dell’ONG ha commissionato uno studio a SOMO, in linea con il metodo applicato dall’EEA, “per mettere in luce gli impatti e le esternalità che derivano dall’impiego del carbone nella produzione termoelettrica in Italia.”

I dati dello studio, visionabili sul report “Enel, il carbone costa un morto al giorno”, hanno potato l’associazione a stabilire i costi della produzione elettrica di Enel col carbone nel nostro Paese in 366 morti premature nel 2009  e in danni (sanitari, ambientali, economici) per quasi 1,8 miliardi di euro per lo stesso anno.

A tal proposito il giudice ha anche sottolineato che gli esiti della ricerca “non sono stati contestati dalle società ricorrenti essendone peraltro l’Enel stata portata tempestivamente a conoscenza”.

Quanto ai toni usati nella campagna da Greenpeace, nella sentenza si legge:

“le espressioni utilizzate dalla resistente appaiono infatti non solo conformi all’importanza e all’interesse della tematica trattata, ma anche al contesto espressivo delle campagne di denuncia ambientale…” […]
“la durezza delle espressioni è giustificata dalla gravità della tematica affrontata, dal suo rilevante interesse per l’opinione pubblica, dalla funzione tipicamente di denuncia dell’associazione resistente …”.

Secondo il giudice quindi “i termini killer, vittima, crimine, sporca verità e quanto altro indicato […] configurano un linguaggio, nell’intero contesto, adeguato all’importante iniziativa di denuncia ambientale…”

Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo dell’associazione,  ha dichiarato: “È questa la vittoria di un principio fondamentale della democrazia: il diritto alla critica. Il linguaggio aspro non è censurabile se si basa su dati e argomenti scientificamente fondati. L’utilizzo energetico del carbone danneggia il clima e uccide le persone, ed Enel è il primo utilizzatore di carbone in Italia”.

  • Simona

    Finalmente una buona notizia

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